IL PROGETTO

Il progetto AI-MEMO (Artificial Intelligence - Memory Early Monitoring) si è posto lo sfidante obiettivo di realizzare un sistema prototipale innovativo per il monitoraggio della fragilità cognitiva in persone anziane attraverso l'analisi dei dati rilevanti per lo studio.

Il progetto, che si è svolto tra Marzo 2019 e Maggio 2021, ha realizzato una piattaforma basata su tecnologie Cloud che, attraverso l'uso di normali smart phone, è in grado di raccogliere una grande quantità di dati degli utenti, quali quelli relativi alla mobilità, all'umore o alle performance ottenute nell'esecuzione di semplici compiti cognitivi, somministrati anche attraverso realtà virtuale e giochi dedicati.

I dati sono generati da due applicazioni: la prima raccoglie informazioni riguardo allo spostamento del soggetto, la seconda raccoglie informazioni riguardo a compiti cognitivi (giochi). La raccolta dei dati, che avviene in continuità nel tempo, ha come scopo primario quello di costruire una base dati su cui effettuare analisi statistiche evolute ed abilitare valutazioni cliniche avanzate anche con il supporto di algoritmi di intelligenza artificiale basati sul Machine Learning.

La base dati realizzata ed i risultati ottenuti dagli algoritmi implementati possono essere resi disponibili attraverso la piattaforma servizi. L’intero processo di monitoraggio è scalabile e distribuibile sul territorio utilizzando tecnologie Cloud pubbliche, opportunamente assemblate in una architettura a microservizi con elevati profili di sicurezza.

Un particolare elemento di forza e di innovazione del progetto è costituito dalla valutazione delle abilità di un individuo a rischio di declino cognitivo senza esporlo a mutamenti rispetto al contesto di vita quotidiana.

Inoltre, i dati della sperimentazione effettuata sono stati raccolti attenendosi a principi di anonimizzazione, rendendo possibili le analisi utili allo studio ma preservando la privacy dei partecipanti.

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LA SPERIMENTAZIONE

La sperimentazione del sistema ha coinvolto alcuni pazienti dell’ IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova e cittadini sensibili verso la tematica del decadimento cognitivo, arruolati anche grazie al prezioso supporto dell’associazione CREAMCAFE (Creative Mind Cafè).

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PRINCIPALI CONCLUSIONI

Dalla letteratura scientifica analizzata, dal testing del sistema sviluppato e dalla sperimentazione svolta, risulta evidente che gli strumenti e le tecnologie proposte siano coerenti con il quesito clinico-diagnostico di definire strumenti in grado di aiutare la diagnosi dell’insorgenza di malattie neurodegenerative.

Nella validazione del sistema, la clusterizzazione dei dati analizzati è sembrata essere promettente per il confronto tra prestazioni registrate dall’applicazione e gravità clinica. In particolare, la suddivisione in tre cluster è sembrata rispecchiare maggiormente la stadiazione delle alterazioni cognitive sul piano clinico.

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